In Cina vince il tessile made in Italy

Oltre 3.000 operatori specializzati hanno visitato Milano Unica Cina, la mostra del made in Italy tessile organizzata in collaborazione dell’Ice dal 22 al 25 ottobre a Shanghai all’interno di Intertexile, la più grande fiera del mondo del settore. Il 50% in più rispetto all’edizione di marzo a Pechino. A Shanghai erano presenti 124 espositori italiani, di cui 11 dal Veneto.

La Cina è già un mercato molto importante per parecchie aziende italiane del settore. Insieme a Hong Kong, la Cina è il secondo mercato per i tessuti italiani dopo la Germania. L’export nell’ex Impero di Mezzo ha segnato un +8,7% nei primi sei mesi di quest’anno sullo stesso periodo del 2011. In Cina, come rileva l’Ice in una nota, l’Italia è leader per i tessuti in lana, secondo fornitore per lino e seta, e quarto per il cotone. «Dopo la Francia e l’Italia, la Cina è il nostro mercato più importante», dice Michele Bocchese, amministratore delegato della vicentina Tessuti Bocchese 1908 e presidente sezione Moda di Confindustria Veneto.

«Il potenziale di questo Paese è altissimo. Ma non è facile come può apparire. Noi siamo venuti qui con una collezione molto innovativa. È una strategia costosa ma i cinesi apprezzano questo sforzo». I fratelli Marco e Paolo Paoletti, responsabili commerciali del Lanificio Paoletti di Follina – azienda che lavora con Chanel e Armani – concordano con Bocchese e ricordano come i cinesi si intendano di tessuti («molto più di molti europei sia per gusto che per ricerca») e non nascondono le difficoltà iniziali avute nel 2005 in Cina, ma si mostrano fiduciosi: «Ora Pechino è solo il 2% del fatturato ma abbiamo notato che sta cambiando la sensibilità dei clienti cinesi rispetto al lusso e questo ci fa ben sperare».

Anche Matteo Dal Pra, managing director di Marzotto in Cina, è fiducioso sulle vendite future: si è svecchiato il gusto cinese – dice – che è passato nell’arco di pochi anni da molto formale a informale-chic, upper casual. Secondo Lucio Berto, responsabile commerciale di Spring 85, azienda di Maserà di Padova che fornisce circa l’80% dei bottoni di Diesel. «non si deve temere che ci copieranno subito dopo questa fiera. I clienti cinesi alla fine non vogliono imitazioni ma l’originale, il Made in Italy».

Fonte L’Arena.it Economia

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