L’oro del sapere e della imprenditoria globale: DiCultHer e Wetherm

Imprenditoria cinese e cultura italiana che si incontrano, si conoscono, iniziano a dialogare. L’appuntamento di mercoledì 15 luglio ad Expo Venezia, pensato e organizzato da Only Italia, è stato un primo, interessante momento di fusione fra mondi in apparenza così diversi che però hanno molto da dirsi e da raccontarsi l’un l’altro, per costruire assieme una globalità positiva.

Nella Conference Room del grande padiglione veneziano si sono dati appuntamento i dirigenti di Wetherm, azienda orientale leader nel settore cosmesi, e i rappresentanti della Digital Cultural Heritage School, Arts and Humanities, rete che mette assieme più di cinquanta istituzioni scientifiche italiane di alto profilo per la riflessione sulle nuove applicazioni del digitali nei saperi.

Venezia è l’esposizione collaterale di Expo Milano 2015 ed è dedicata a un altro cruciale tema nutrizionale del pianeta, quello dell’acqua. Proprio fra i suoi stand, che raccontano in un caleidoscopio le più varie prospettive del pianeta liquido, i rappresentanti cinesi di Wetherm hanno presentato la propria campagna di sensibilizzazione sull’uso consapevole dell’acqua. Una campagna legata alla comunicazione cross-mediale, iniziata in Cina dove sono state già raggiunte 100 milioni di persone e che a partire da Venezia diventa internazionale. È una iniziativa storica, che rappresenta un approccio culturale nuovo per il Paese della Grande Muraglia, ora aperto a una coscienza ambientalista dopo decadi di turbo-crescita. “La nostra è una campagna che invita le persone a riflettere sui piccoli gesti di consumo idrico quotidiano – ha spiegato dai microfoni di Venezia, Tinggui Chen, presidente Wetherm, che ha espresso anche un preciso impegno – Per ogni persona che riusciremo a raggiungere, ci impegniamo a investire un euro in protezione ambientale”

Irene Pivetti, presidente di Only Italia, al momento dei saluti iniziali ha così presentato i partner cinesi: “Wetherm oggi inaugura la sua presenza in Italia con una missione di altissimo livello. E noi mettiamo a disposizione la nostra capacità organizzativa per iniziare un percorso comune. Un percorso che si fonda sopratutto sull’amicizia. Abbiamo incontrato un partner creativo, intelligente, di buona volontà. Di grandi qualità, nei prodotti e nella struttura aziendale. Per noi, che puntiamo a progetti di cultura e di internazionalizzazione, si tratta di una occasione emozionante. Ci sentiamo come cercatori di metalli preziosi che hanno finalmente rintracciato un filone d’oro. Abbiamo grande fiducia e vogliamo costruire assieme un progetto di buona volontà”

È poi stata la volta di DiCultHer che ha spiegato qual’è il senso della propria missione, legando il proprio agire al tema sempre ricchissimo dell’acqua. “La nostra scuola vuole creare complementarietà fra le istituzioni culturali italiane e il resto del mondo”, ha spiega dal microfono Carmine Marinucci di Enea, una delle istituzioni che fanno parte della rete di ricerca. DiCultHer, ancora in sinergia con Only Italia, ha fatto di Venezia 2015 il contenitore di una serie di eventi di alto profilo, presentati alla kermesse ancora da Marinucci “Vogliamo racconate l’Italia attraverso manifestazioni che ci parlano di viaggio e di interrelazione fra i popoli”. Alle sue parole hanno fanno eco quelle del professor Nicola Barbuti, dell’università di Bari: “Come Wetherm, anche DiCultHer lavora sul tema dell’acqua. Per noi l’acqua è metafora di conoscenza. E oggi dobbiamo insegnare alle nuove generazioni come si naviga nel mare del sapere digitale. È per questo che Diculther sta dando vita alla Settimana della Cultura Digitale, che l’anno prossimo si terrà contemporaneamente in viari istituti scolastici della nazione”

L’acqua, grande ponte fra i popoli, ha così unito in un unico spazio cultura e imprenditoria, globalizzazione e narrazione dei saperi. È un primo passo verso nuove promettenti sinergie che sono anche l’obbiettivo e uno dei nuclei di interesse di Only Italia. E come ha ricordato ancora la presidente Irene Pivetti: “Sono convinta che cultura, business, responsabilità sociale e rispetto dell’ambiente non siano in contrasto ma costituiscono i pilastri su cui costruire un futuro di relazioni sempre più strette e proficue tra i Paesi che lavorano per costruire ponti, non barriere. La cultura resta un asset strategico fondamentale per lo sviluppo e per le relazioni internazionali”.