Italia Oggi. Per i vertici del fondo governativo Golden China Fund è il posto migliore in tutta Europa La Cina punta sulla Sardegna Crociere internazionali e voli diretti mediati dalla Pivetti

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di Filippo Merli

Tutto è cominciato con un gruppo folk. «Dopo la mia visita spero che vengano tanti cinesi qui: ci sarà un grande ritorno di immagine dal punto di vista turistico». Nel novembre del 2016, il presidente della Repubblica popolare cinese, Xi Jinping, era stato accolto da una banda in abiti tradizionali all’aeroporto di Cagliari. In seguito al viaggio di Jinping, i rapporti tra la Sardegna e la Cina si sono consolidati. Tanto che oggi il fondo d’investimento governativo Golden China Fund, che quantifica il fatturato in miliardi di euro, è pronto a compiere importanti investimenti in crociere e in infrastrutture turistiche nell’isola.

Lo scorso fine settimana, l’amministratore delegato di Golden China Fund, Chaney Cheng, ha incontrato il governatore Pd della Sardegna, Francesco Pigliaru. Grazie alla mediazione di Only Italia, la piattaforma commerciale dell’ex presidente della Camera, Irene Pivetti, Cheng ha confermato di voler avviare una connessione d’affari con l’isola. «Mister Cheng è venuto in Sardegna anche per sondare la disponibilità della Regione e ora lo posso dire: il nostro secondo incontro preliminare è andato molto bene», ha spiegato Pivetti.

L’ad del fondo governativo cinese si è presentato con una proposta concreta: inserire la Sardegna tra le tappe delle crociere internazionali che la società organizza per i suoi connazionali. Tra i progetti in cantiere, inoltre, c’è un volo diretto Cagliari-Pechino. «Dopo questa visita», ha proseguito Pivetti, «vorremmo mettere un punto, ponderare i dati raccolti e declinare il tutto in un vero masterplan e in una timeline, perché questo è un progetto istituzionale che vuole durare».

«La Sardegna è un paradiso ed è l’unico posto in Europa in cui al momento pensiamo di investire», ha sottolineato Cheng, che durante la sua visita, conclusa lunedì, ha voluto vedere anche l’ex arsenale della Maddalena, costruito e mai inaugurato dopo la mancata organizzazione del G8 del 2009, poi spostato a L’Aquila. «I cinesi sono i protagonisti più dinamici nella crescita del turismo nel mondo», ha detto Pigliaru alla Nuova Sardegna. «Dopo le grandi città d’arte sono alla ricerca di luoghi in cui ci sia un grande patrimonio ambientale e culturale».

«Siamo ai preliminari, anche se avanzati», ha aggiunto il governatore. «Resta il fatto che anche questo fondo, come chiunque altro, dovrà partecipare ai bandi pubblici internazionali quando decideremo di assegnare la gestione del nostro patrimonio immobiliare». Dopo la visita di Jinping, che nell’isola aveva incontrato anche l’allora premier, Matteo Renzi, la Sardegna aveva attirato l’attenzione del fondo Fosun. Che, con fatturato di 14 miliardi di euro e utili per 1,7, è il primo investitore privato della Repubblica popolare cinese. È stata Huawei, invece, a concretizzare il primo importante investimento nell’isola, aprendo un laboratorio di ricerche a Pula, nel Cagliaritano.

Un rapporto, quello tra la Sardegna e la Cina, che si è rafforzato ulteriormente alla fine di giugno, quando una delegazione dell’assessorato alla Programmazione ha partecipato all’Hainan hi-tech industry and innovation Expo. Il prossimo 25 ottobre, invece, saranno imprenditori, ricercatori e rappresentanti del governo della provincia insulare di Hainan a fare tappa in Sardegna in vista di un gemellaggio tra le due isole.

 

 

 

 

 

 

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